discontrollo degli impulsi

Psicoterapia dinamica

 

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Disturbi del controllo degli impulsi: generalità


La quarta edizione del DSM elenca sei categorie di disturbi del controllo degli impulsi non altrove classificati:

il disturbo esplosivo intermittente, la cleptomania, la piromania, il gioco d'azzardo patologico, la tricotillomania e il disturbo del controllo degli impulsi non altrimenti specificato.

Secondo la definizione del DSM-IV, i pazienti con disturbi del controllo degli impulsi hanno in comune alcune caratteristiche.

Non riescono a resistere all'impulso o alla tentazione di eseguire una certa azione che è pericolosa per se stessi o gli altri. Possono o non possono consciamente resistere all'impulso e possono o non possono pianificare l'atto. Prima di commettere l'atto, avvertono un aumentato senso di tensione o arousal. Successivamente, avvertono piacere, gratificazione o rilassamento, ma possono o meno avvertire rincrescimento, autoriprovazione o senso di colpa genuini. L'atto è ego-sintonico, nel senso che è consono con i desideri consci immediati del paziente.


EZIOLOGIA


Le cause dei disturbi degli impulsi sono ignote, ma sembra che vi sia un'interazione di fattori psicodinamici, biologici e psicosociali. I disturbi potrebbero avere meccanismi neuro­biologici sottostanti comuni.


PSICODINAMICA


Un impulso è una disposizione ad agire in modo da ridurre una tensione accresciuta causata dall'accumulo di spinte istintuali o dalla diminuzione delle difese dell'ego nei confronti di tali spinte.

I disturbi degli impulsi hanno in comune un tentativo di evitare l'esperienza di sintomi disabilitanti o di un'affettività dolorosa tentando di agire sull'ambiente. Nel suo lavoro sulla delinquenza giovanile, August Aichhorn riteneva che il comportamento impulsivo fosse correlato a un superego e a strutture dell'ego deboli associati a un trauma psichico, presente sin dall'età infantile, dovuto a deprivazione.


Otto Fenichel collegava il comportamento impulsivo a tentativi di controllare l'ansia, la colpa, la depressione e altri sentimenti dolorosi per mezzo dell'azione. Riteneva che tali azioni fossero una difesa nei confronti di un pericolo interno e che producessero una gratificazione aggressiva o sessuale distorta. A un osservatore esterno, i comportamenti impulsivi possono apparire come bramosi e indiscreti, ma possono in realtà essere strettamente correlati alla ricerca di sollievo dal dolore.


Heinz Kohut riteneva che molte forme di problemi del controllo degli impulsi - come il gioco d'azzardo patologico, la cleptomania e alcuni comportamenti di tipo parafiliaco - fossero correlate a un incompleto senso del sé. Osservava che, se non ricevono quelle risposte di conferma che cercano nelle relazioni significative nella loro vita, i pazienti possono presentare un frammentazione del sé. Come modo per affrontare questa frammentazione e riottenere un senso di completezza e coesione nel sé, questi pazienti possono eseguire un comportamento impulsivo che agli altri appare autodistruttivo.

La formulazione di Kohut ha qualche analogia con quella di Donald Winnicott, secondo il quale il comportamento impulsivo o deviante è il modo attraverso il quale un bambino spera di ricostituire una relazione primitiva con la madre. Winnicott vedeva tale comportamento come fiducioso, nel senso che il bambino sta ancora cercando l'affermazione e l'amore della madre, piuttosto che arrendersi e rinunciare a essi.

Diversi terapisti hanno messo in rilievo la fissazione del paziente allo stadio orale dello sviluppo.

Il paziente tenta di controllare l'ansia, il senso di colpa, la depressione e le altre sensazioni dolorose per mezzo dell'azione, ma tali azioni dirette a ottenere sollievo raramente hanno successo, anche solo temporaneamente.

 

Ultima modifica: 11/03/2009