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Dismorfismo (Dismorfofobia)

 

Disturbo di Somatizzazione



Il disturbo di somatizzazione è caratterizzato da molteplici sintomi somatici che non possono essere adeguatamente spiegati sulla base dell'esame obiettivo o di esami di laboratorio e si distingue per la presenza di "una combinazione di dolore e sintomi gastrointestinali, sessuali e pseudoneurologici".


Il disturbo è cronico ed è associato a importante disagio psicologico, compromissione del funzionamento sociale e lavorativo e comportamento volto a un'eccessiva ricerca di aiuto medico.


Il disturbo di somatizzazione è noto fin dai tempi dell'antico Egitto. Un primo nome era isteria, una condizione che erroneamente si riteneva colpisse solo le donne (il termine "isteria" deriva dalla parola greca che definisce l'utero, hystera). Nel XVII secolo Sydenham riconobbe che i fattori psicologici, da lui definiti dispiaceri antecedenti, erano coinvolti nella patogenesi dei sintomi. Nel 1859 Briquet, un medico francese, osservò la molteplicità dei sintomi e dei sistemi d'organo affetti e descrisse il decorso solitamente cronico della malattia. Grazie a quelle acute osservazioni cliniche, il disturbo fu definito per un certo tempo sindrome di Briquet, anche se il termine "disturbo di somatizzazione" è diventato quello comunemente usato negli Stati Uniti sin dall'introduzione della terza edizione del DSM (DSM-III) nel 1980.

Il disturbo di somatizzazione spesso si associa ad altri disturbi mentali.

Circa due terzi di tutti i pazienti con disturbo di somatizzazione hanno sintomi psichiatrici identificabili e fino a metà dei soggetti con disturbo di somatizzazione ha altri disturbi mentali.


La causa del disturbo di somatizzazione è sconosciuta.

Per la diagnosi di disturbo di somatizzazione si richiede che l'esordio dei sintomi avvenga prima dei 30 anni.

Durante il decorso della malattia, il paziente deve avere riferito almeno quattro sintomi di dolore, due sintomi gastrointestinali, un sintomo della sfera sessuale e uno pseudoneurologico; nessuno di questi deve essere completamente giustificato dall'esame obiettivo o dagli esami di laboratorio.

Tra i sintomi più comuni sono la nausea e il vomito (diversi rispetto a quelli osservati nel corso della gravidanza), difficoltà di deglutizione, dolore agli arti superiori e inferiori, dispnea non correlata all'esercizio, amnesia e complicazioni della gravidanza e del ciclo mestruale. È anche comune il convincimento di essere stati malati per la maggior parte della vita.


I fattori di stress psicosociale e i problemi interpersonali sono predominanti; l'ansia e la depressione sono le condizioni psichiatriche prevalenti. La storia clinica riferita dal paziente è spesso circostanziale, vaga, imprecisa, incoerente e disorganizzata. Classicamente, ma non sempre, il soggetto descrive i propri sintomi in modo drammatico, con emotività e in modo esagerato, con un linguaggio vivido e colorito. Può confondere le sequenze temporali e non distinguere chiaramente i sintomi attuali da quelli passati. I pazienti possono essere giudicati dipendenti, egocentrici, alla ricerca di ammirazione o elogio, oppure manipolatori.

Il disturbo di somatizzazione è comunemente associato ad altri disturbi mentali, come il disturbo depressivo maggiore, i disturbi di personalità, i disturbi correlati all'abuso di sostanze, il disturbo d'ansia generalizzato e le fobie. L'associazione fra questi disturbi e i sintomi cronici causa un aumento dell'incidenza di problemi coniugali, lavorativi e sociali.

 

 

Ultima modifica: 14/11/2013