Psicoterapia dinamica

 

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La Fobia Specifica

Nel DSM-IV esistono, oltre all'agorafobia, due altre fobie: la fobia specifica e la fobia sociale.

Il DSM­IV definisce la fobia specifica come una paura forte e persistente di un oggetto o di una situazione. Le persone affette da fobie specifiche possono anticipare un danno, come l'essere morsicate da un cane, oppure possono essere colte dal panico al pensiero di perdere il controllo: ad esempio, se esse hanno paura di entrare in ascensore, possono anche temere di svenire una volta chiusa la porta.


Una fobia viene definita come una paura irrazionale che provoca un evitamento conscio dell'oggetto, attività o situazione temuti. Sia la presenza che l'anticipazione dell'entità fobica suscitano un profondo disagio nella persona colpita, che di solito riconosce come la propria reazione sia eccessiva. Le reazioni fobiche di solito compromettono la capacità di funzionamento delle persone.
Recenti studi epidemiologici hanno riscontrato che le fobie sono i più frequenti disturbi mentali. Il 5-10% circa della popolazione è afflitta da questi disturbi fastidiosi e talora disabilitanti; secondo stime meno conservative sarebbe affetto fino al 25% della popolazione. I disturbi associati alle fobie, soprattutto quando queste non sono riconosciute o accettate come disturbi mentali, possono condurre a ulteriori complicanze psichiatriche, compresi altri disturbi d'ansia, disturbo depressivo maggiore e disturbi correlati all'uso di sostanze, soprattutto alcool.


La fobia specifica è più comune di quella sociale. È il più comune disturbo mentale fra le donne e il secondo fra gli uomini, dopo i soli disturbi correlati a sostanze. Gli oggetti e le situazioni temute nella fobia specifica (elencati in ordine decrescente di frequenza) sono animali, tempeste, altezze, malattie, ferite e morte.


La fobia specifica può svilupparsi a seguito dall'accoppiamento di un oggetto o di una situazione specifica con le emozioni di paura e panico. Sono stati ipotizzati diversi meccanismi per l'accoppiamento: in generale, alla base sarebbe una tendenza aspecifica ad avvertire paura o ansia; quando un evento specifico (p.es., la guida) viene accoppiato a un'esperienza emozionale (p.es., un incidente), la persona diviene suscettibile a un'associazione emozionale permanente fra la guida o le automobili e la paura o l'ansia. La stessa esperienza emozionale può rispondere a un evento esterno, come nel caso di un incidente stradale, o a un evento interno, più tipicamente un attacco di panico. Sebbene una persona possa non presentare mai più un attacco di panico e possa non soddisfare i criteri diagnostici per il disturbo di panico, può avere una paura generalizzata della guida e non una paura espressa di avere un attacco di panico durante la guida. Altri meccanismi di associazione fra oggetto fobico ed emozioni fobiche sono il modellamento, in cui una persona osserva la reazione in un'altra (p.es., un genitore), e il trasferimento di informazione, in cui una persona apprende o viene messa in guardia contro i pericoli di oggetti specifici (p.es., serpenti velenosi).


Le fobie sono caratterizzate dall'attivazione di una grave ansia quando il soggetto è esposto a una specifica situazione o oggetto o addirittura quando prevede l'esposizione alla situazione o all'oggetto. Il DSM-IV sottolinea la possibilità che gli attacchi di panico possano - come spesso avviene - comparire in individui con fobie specifica e sociale, ma gli attacchi di panico, eccetto forse per i primi, sono attesi. L'esposizione allo stimolo fobico o la sua anticipazione determina quasi invariabilmente un attacco di panico in una persona predisposta.


Per definizione, i pazienti con fobia cercano di evitare lo stimolo fobico e alcuni finiscono in guai seri pur di evitare le situazioni che provocano ansia :forse come altro modo di evitare lo stress dello stimolo fobico, molti pazienti fobici hanno disturbi correlati a sostanze, soprattutto alcool.


Il principale reperto all'esame dello stato mentale è la presenza di una paura irrazionale ed egodistonica di una specifica situazione, attività o oggetto; i pazienti sono in grado di descrivere il modo in cui riescono a evitare il contatto con la situazione fobica. All'esame delle condizioni mentali viene comunemente identificata una depressione, che può essere presente fino a un terzo dei pazienti fobici.


La fobia specifica e quella sociale devono essere distinte rispettivamente dalla paura appropriata e dalla timidezza normale. Il DSM aiuta a differenziare le entità richiedendo che i sintomi alterino la capacità del paziente di funzionare appropriatamente. Le condizioni mediche non psichiatriche che possono determinare lo sviluppo di una fobia comprendono l'uso di sostanze (soprattutto allucinogeni e simpaticomimetici), i tumori del SNC é le malattie cerebro­vascolari. I sintomi fobici in questi casi difficilmente compaiono in assenza di ulteriori dati suggestivi agli esami obiettivo, neurologico e mentale.
Nella diagnosi differenziale sia della fobia specifica sia di quella sociale il medico deve considerare il disturbo di panico, l'agorafobia e il disturbo evitante di personalità. Il DSM-IV riconosce che la distinzione fra disturbo di panico, agorafobia, fobia sociale e fobia specifica può essere difficile nei casi singoli e si consiglia al medico di usare il proprio giudizio clinico. In genere, tuttavia, i pazienti con fobia specifica o fobia sociale non generalizzata tendono a provare ansia immediatamente alla presentazione dello stimolo fobico. Inoltre, la loro ansia o panico è limitata alla situazione identificata e in generale non sono anormalmente ansiosi quando non si confrontano con lo stimolo fobico o sono indotti a prevedere lo stimolo.
Un paziente agorafobico spesso trova conforto nella presenza di un'altra persona in una situazione che provoca ansia, mentre il soggetto con fobia sociale è reso più ansioso dalla presenza di altra gente. Mentre la mancanza di respiro, la vertigine, un senso di soffocamento e una paura di morire sono comuni nel disturbo di panico e nell'agorafobia, i sintomi associati alla fobia sociale di solito sono rappresentati da arrossamento, tensione muscolare e ansia di essere giudicati. La differenziazione fra fobia sociale e disturbo evitante di personalità può essere difficile e richiedere numerosi colloqui e un'approfondita anamnesi psichiatrica.


Altre diagnosi da considerare nella diagnosi differenziale della fobia specifica sono l'ipocondria e il disturbo ossessivo­compulsivo. L'ipocondria è la paura di avere una malattia, mentre la fobia specifica delle malattie è la paura di contrame. Alcuni pazienti con disturbo ossessivo-compulsino manifestano un comportamento indistinguibile da quello di un individuo con fobia specifica: ad esempio, i soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo possono evitare i coltelli perché hanno pensieri compulsivi di uccidere i loro figli, mentre quelli con fobia specifica evitano i coltelli per paura di tagliarsi.

 

Ultima modifica: 14/11/2013