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Psicodinamica dei disturbi depressivi

 

Freud analizzò le differenze tra lutto e depressione per raffigurare due modelli, il primo esemplificativo della modalità "normale" di risposta alla perdita reale di una persona significativa, il secondo della risposta ad una perdita interna, cui si associano perdita di autostima e sentimenti di colpa, come risultato della rabbia e dell'aggressività rivolta dal soggetto contro se stesso. Una situazione nella quale il Sé del soggetto si è identificato con l'oggetto perduto e sul sé viene rivolta l'aggressività che faceva parte della relazione ambivalente rivolta all'oggetto.


In seguito ancora Freud sostenne anche che poteva essere ipotizzata l'esistenza nel depresso di un Super-Io particolarmente severo per spiegare i sentimenti di colpa conseguenti all'aggressività verso l'oggetto perduto.


Klein collegò la depressione al mancato superamento della posizione depressiva a suo avviso propria dell'infanzia ed al fallimento del tentativo di stabilire buoni "oggetti interni". Nel lutto la posizione depressiva viene riproposta come conseguenza della perdita ma poi superata e conclusa con il recupero della persona perduta sotto forma di "oggetto buono" interno. Nella Depressione invece non viene superata l'angoscia di aver compromesso gli oggetti buoni interni a causa della propria distruttività, ed il soggetto si sente in preda degli oggetti cattivi i quali vengono percepiti come persecutori.


Bibring ha sottolineato il significato della depressione come risultato del confronto tra l'ideale narcisistico e la realtà. Dallo scarto tra tali ideali e la consapevolezza dell'Io delle sue limitazioni consegue un crollo dell'autostima rispetto alle aspirazioni dell'ideale dell'Io e del Super-Io. In tal modo si generano i sentimenti depressivi.


È stata proposta una suddivisione della depressione in:

anaclitica, caratterizzata da sentimenti di impotenza, solitudine, fragilità, paura di essere abbandonati, vulnerabilità di fronte alla possibile rottura delle relazioni interpersonali; forma depressiva nella quale prevalgono i sentimenti di perdita, di abbandono e di solitudine;


introiettiva, caratterizzata invece soprattutto da sentimenti di inutilità, fallimento, colpa, inferiorità, da intensa paura della critica e della disapprovazione, infine da una forte spinta alla competizione; in tale forma depressiva prevalgono i sentimenti di colpa, di inutilità e fallimento.

Si ipotizza che gli aspetti biologici interagiscano con quelli psicodinamici nelle varie forme di depressione:

1) si ritiene che i fattori genetici abbiano un ruolo importante ma non decisivo nel determinismo della depressione e che il fattore più importante sia rappresentato da eventi stressanti recenti;


2) la sensibilità agli effetti depressogeni degli eventi stressanti sembra essere sotto controllo genricamente definibile come genetico, o ancora più genericamente, "costituzionale":


3) i soggetti predisposti alla depressione possono d'altro canto per alcune caratteristiche di base della loro personalità preordinare le occasioni di frustrazione e stress (ad es. allontanando anche inconsapevolmente gli altri e divenendo in ultima analisi essi stessi la causa delle rotture traumatiche delle relazioni);


4) una particolare sensibilità neurobiologica può essere anche determinata da esperienze precoci di abuso, di abbandono e di separazione, a causa delle quali il soggetto, portato ad avere una bassa stima di se, potrà rispondere in età adulta ai diversi fattori stressanti con lo sviluppo della condizione depressiva.


Ne consegue che l'esplorazione psicodinamica del significato dei fattori stressanti riveste una particolare importanza e - di conseguenza - che i trattamenti farmacologici e la psicoterapia possono essere entrambi necessari nel trattamento dei vari quadri dei Disturbi dell'Umore.


L'approccio psicoterapico è certamente importante in relazione al suo potenziale terapeutico nei confronti di determinate caratteristiche di personalità. La presenza inoltre di un concomitante Disturbo di Personalità complica il trattamento del Disturbo Depressivo ostacolando la collaborazione terapeutica econtribuendo a mantenere la condizione di depressione.

Particolarmente significativi a tale proposito sono il Disturbo di Personalità di tipo depressivo (caratterizzato da infelicità, tristezza, tendenza all'autosvalutazione, alla bassa autostima, all'autocritica e all'autocolpevolizzazione) e il disturbo di personalità di tipo Borderline (caratterizzato da sentimenti cronici di depressione, di vuoto, di solitudine, di rabbia e di frustrazione).

 

francesco giubbolini, medico psicoterapeuta a firenze e siena

 

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Ultima modifica: 4/01/2008