la psicoterapia breve

Psicoterapia dinamica

 

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Elementi di psicoterapia a breve termine

La maggior parte delle caratteristiche di base della psicoterapia breve venne identificata da Alexander e French nel 1946. Essi descrissero un'esperienza terapeutica che mette il paziente a suo agio, manipola il transfert e usa tentativi di interpretazione in modo flessibile. L'interesse era posto sullo sviluppo di un'esperienza emozionale correttiva in grado di riparare eventi traumatici del passato e di convincere il paziente che sono possibili nuovi modi di pensare, sentire e comportarsi.
All'incirca nello stesso periodo, Lindemann istituì un servizio di consulenza al Massachusetts General Hospital per persone che stavano vivendo una crisi. Vennero sviluppati nuovi metodi di trattamento per affrontare quelle situazioni, metodi successivamente applicati anche su persone che non stavano vivendo una crisi, ma che avevano subito un disagio emotivo di origini diverse.

Una recente tendenza della psicoterapia è l'uso dunque di metodi di trattamento di breve periodo per aiutare le persone ad affrontare problemi e crisi di dieversa natura. Derivate dalle teorie psicoanalitiche, queste terapie hanno tecniche di trattamento proprie e specifici criteri di selezione dei pazienti. Le terapie di breve periodo hanno suscitato un grande interesse e ottenuto una diffusa popolarità, in parte a causa della forte pressione sui professionisti della salute mentale per contenere i costi e la durata del trattamento. È più semplice infatti valutare l'efficacia di un trattamento se si confrontano gruppi di persone che hanno seguito una particolare terapia per uno stesso problema psicologico, con gruppi di controllo, piuttosto che misurare i risultati di una psicoterapia di lungo termine.

Il fattore predittivo più importante per un esito positivo della terapia breve è la motivazione dei pazienti per il trattamento stesso. Inoltre, i pazienti devono essere in grado di trattare concetti psicologici, di rispondere all'interpretazione e di concentrarsi e risolvere il conflitto relativo all'elemento centrale o nucleo, che sottende al loro problema fondamentale. I pazienti devono anche essere in grado di sviluppare un'alleanza terapeutica e di lavorare con il terapeuta per conseguire uno stato di benessere emotivo.

Le psicoterapie brevi


Psicoterapia focale breve (Tavistock-Malan). La psicoterapia focale breve venne sviluppata originariamente dal gruppo di Michael Balint alla clinica Tavistock di Londra negli anni Cinquanta. Daniel Malan, un membro del gruppo, descrisse i risultati della terapia. I criteri di selezione di Malan per la terapia sono: la chiara valutazione della psicopatologia del paziente e la determinazione della capacità del paziente di considerare i problemi in termini emozionali, di affrontare argomenti disturbanti, di rispondere alle interpretazioni e di tollerare lo stress del trattamento. Malan scopri che una forte motivazione si correlava invariabilmente con un esito positivo. Controindicazioni al trattamento sono i tentativi di suicidio, la dipendenza da sostanze, l'abuso cronico di alcool, i sintomi ossessivi cronici incapacitanti, i sintomi fobici cronici incapacitanti e le gravi manifestazioni distruttive o autodistruttive.

Psicoterapia a tempo limitato (Boston University-Mann). Un modello psicoterapeutico di 12 sedute focalizzate su un tema centrale specifico è stato sviluppato all'università di Boston da Mann e dai suoi collaboratori nei primi anni Settanta. In contrasto con l'enfasi posta da Malan sui criteri di selezione ben definiti, Mann non è stato altrettanto specifico nel definire chi sia un buon candidato per una psicoterapia a tempo limitato.
I punti principali, che Mann considera importanti, sono la determinazione di un conflitto centrale e ragionevolmente corretto nel paziente e, nei giovani, le crisi di maturazione con vari disturbi psichici e somatici.
Mann ha stabilito anche alcune eccezioni, simili ai criteri di esclusione di Malan. Tali eccezioni sono un disturbo depressivo maggiore che interferisce con l'accordo sullo scopo e le modalità del trattamento, uno stato psicotico acuto e un paziente disperato che ha bisogno di relazioni oggettuali, ma è incapace di tollerarle.

Psicoterapia dinamica a breve termine (McGill University­Davanloo). Così come è stata condotta da Davanloo all'università McGill, la psicoterapia dinamica a breve termine comprende tutti i tipi di psicoterapia breve e di intervento sulla crisi. I pazienti trattati nelle sedute di Davanloo sono classificati come soggetti con conflitti psicologici prevalentemente edipici, con conflitti non edipici e con conflitti con più di un elemento focale. Inoltre Davanloo ideò una specifica tecnica psicoterapeutica per pazienti con problemi nevrotici gravi e persistenti, soprattutto se affetti da disturbi ossessivo-compulsivi e fobie incapacitanti.
I criteri di selezione di Davanloo mettono in rilievo la valutazione di quelle funzioni dell'ego che sono di primaria importanza per il lavoro psicoterapeutico: l'individuazione di un focus psicoterapeutico; la formulazione psicodinamica del problema psicologico del paziente; la capacità di essere coinvolti nell'interazione emozionale con chi elabora la valutazione; la storia di una relazione di compromesso con una persona significativa nella vita del paziente; la capacità del paziente di avvertire e tollerare ansia, senso di colpa e depressione; la motivazione del paziente al cambiamento; la sensibilità del paziente ai problemi psicologici e la sua capacità di rispondere all'interpretazione e di collegare l'esaminatore con persone del presente e del passato. Sia Malan che Davanloo pongono l'accento sulla risposta del paziente all'interpretazione e la considerano sia un importante criterio di selezione sia un criterio prognostico.

Psicoterapia a breve termine generatrice d'ansia (Harvard University-Sifneos). La psicoterapia a breve termine generatrice d'ansia venne sviluppata inizialmente al Massachusetts General Hospital da Sifneos negli anni Cinquanta. Vengono usati i seguenti criteri di selezione: capacità di circoscrivere il disturbo principale (ciò implica la capacità di selezionare da una serie di problemi un problema a cui il paziente dà priorità assoluta e che vuole risolvere nel trattamento); presenza di una relazione significativa o di compromesso nella prima infanzia; capacità di interagire in modo flessibile con l'esaminatore e di esprimere i propri sentimenti in maniera adeguata; un grado di raffinatezza psicologica superiore alla media (ciò implica non solo un'intelligenza superiore alla norma, ma anche la capacità di rispondere alle interpretazioni); una formulazione psicodinamica specifica (di solito una serie di conflitti psicologici alla base delle difficoltà del paziente e centrate su un focus edipico); un contratto tra paziente e terapeuta per lavorare sul focus specifico e la formulazione di aspettative minime di risultato; una motivazione buona o ottima per il cambiamento e non solo per ottenere un sollievo sintomatico.

Psicoterapia interpersonale. Un tipo specifico di psicoterapia a breve termine, chiamata psicoterapia interpersonale (IPT), descritta da Weissman e Klerman, viene usato per trattare i disturbi depressivi. La terapia consiste di sedute di 45-50 minuti che si tengono settimanalmente per un periodo di 3-4 mesi. Il comportamento interpersonale è enfatizzato come causa di disturbi depressivi e come metodo di cura. Si insegna ai pazienti a valutare realisticamente le proprie interazioni con gli altri e a diventare consapevoli di come si isolano, ciò che favorisce oppure aggrava la depressione di cui si lamentano. Il terapeuta offre indicazioni specifiche, aiuta il paziente a prendere decisioni e lo aiuta a chiarire aree di conflitto. Poca o nessuna attenzione viene data al transfert. Il terapeuta cerca di essere sempre incoraggiante, chiaro e flessibile.

Risultati delle terapie a breve termine

Gli aspetti comuni di tutti questi tipi di psicoterapia breve (con la sola eccezione della psicoterapia interpersonale) superano di gran lunga le loro differenze. Questi comprendono l'alleanza terapeutica o l'interazione dinamica tra il terapeuta e il paziente, l'uso del transfert, l'interpretazione attiva di un focus terapeutico o problema centrale, i legami ripetitivi tra problematiche parentali e di transfert e il termine precoce della terapia.


Più che in ogni altra forma di psicoterapia, i risultati di tali trattamenti brevi sono stati studiati estensivamente. Contrariamente alle idee prevalenti secondo cui i fattori terapeutici nella psicoterapia sono aspecifici, studi controllati e altri metodi di valutazione indicano l'importanza delle tecniche specifiche usate.

Malan riassunse i risultati in cinque maggiori generalizzazioni:

La capacità di reale guarigione in certi pazienti è molto maggiore di quanto si pensasse.

Un certo tipo di paziente sottoposto a psicoterapia breve può trarre un notevole beneficio da un esame pratico del suo conflitto nucleare nel transfert.

Tali pazienti possono essere individuati preventivamente attraverso un processo di interazione dinamica, poiché sono responsivi e motivati e in grado di affrontare sentimenti disturbanti, e per essi è possibile definire un focus circoscritto.

Quanto più la tecnica è radicale in termini di transfert, profondità di interpretazione e collegamento all'infanzia; tanto più radicali saranno gli effetti terapeutici.

Per alcuni pazienti disturbati, un focus parziale scelto accuratamente può essere efficace dal punto di vista terapeutico.

 

Ultima modifica: 14/06/2008