Studio di Psicoterapia Dinamica a Siena

Psicoterapia individuale e di gruppo – Terapia combinata – Terapia di coppia

1. Psicoterapia psicodinamica individuale

Come psicoterapeuta, avendo acquisito una preparazione specifica, mi sono dedicato allo studio della vita affettiva e mentale e dei comportamenti dell’individuo, e mi occupo, nell’ambito clinico e previo percorso formativo specifico, di praticare la psicoterapia (nello specifico quella che si definisce psicoterapia psicodinamica) come forma di intervento terapeutico.

Con la parola psicoterapia – etimologicamente “cura dell’anima” – si definisce una teoria ed una prassi per la cura di disturbi diversi ch’è uso definire nevrotici e psicotici. Si tratta di terapia della psiche realizzata con strumenti quali la parola, l’ascolto, il pensiero, la relazione, aventi finalità di cambiamento consapevole di uno stile di vita o dell’apprendere ad affrontare con le proprie risorse le vicende della propria vita.

La psicoterapia si fonda sul rapporto umano paziente-terapeuta e deriva il suo modello da quello del rapporto medico – paziente. La psicoterapia psicodinamica si propone una modificazione strutturale della personalità.

La terapia individuale è una terapia psicologica ricostruttiva, che non mira al riadattamento, ma alla ricostruzione della personalità attraverso la ricognizione delle sue istanze inconsce e una progressiva maturazione affettiva resa possibile dall’acquisita conoscenza di sé. Lo scopo del trattamento psicoterapico non è tanto la cura del sintomo, quanto piuttosto la possibilità di ottenere il più alto grado di ristrutturazione del sè. Il fine della psico terapia è quello del raggiungimento di uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” (la definizione del concetto di salute dell’Organizzazione Mondiale di Sanità).

La psicoterapia dinamica è una forma di aiuto e di cura attraverso il rapporto interpersonale. Obiettivi della terapia dinamica sono il cambiamento personale ed il miglioramento della qualità delle relazioni.

La psicoterapia si fonda sul rapporto umano paziente-terapeuta e deriva il suo modello da quello del rapporto medico – paziente.

2. Psicoterapia dinamica di Gruppo

Noi tutti viviamo e lavoriamo nel contesto di gruppi. La psicoterapia di gruppo offre ai pazienti l’opportunità di scoprire come funzionano nelle situazioni di gruppo, i ruoli che ricoprono, le aspettative e le fantasie inconsce che hanno rispetto ai gruppi e gli ostacoli che incontrano nel rapporto con gli altri. Le dimensioni caratteristiche dell’esperienza di gruppo possono essere esplorate solo parzialmente in una psicoterapia individuale; in particolare, nella terapia individuale manca ovviamente il contesto sociopsicologico tipico degli incontri di gruppo. Nel mio studio professionale in Siena conduco da oltre venticinque anni un gruppo di terapia dinamica.

È osservazione comune che il comportamento di una persona può cambiare radicalmente quando questa entra a far parte di un gruppo. Gli individui che nell’ambito di un gruppo si comportano in maniera diversa dal solito spesso dicono di sentirsi trascinati o “risucchiati” in un ruolo che sembra sfuggire al loro controllo. In una psicoterapia di gruppo, per esempio, un singolo paziente può servire da portavoce per l’intero gruppo mentre tutti gli altri rimangono in silenzio. Un altro individuo può invece fungere da capro espiatorio, comportandosi in maniera da divenire il bersaglio della rabbia di tutti.

La terapia dinamica di gruppo acquisisce sempre più, anche rispetto alla psicoterapia individuale, la connotazione di attività formativa e di ricerca personale in ambito relazionale ed affettivo.

3. La Psicoterapia psicodinamica “combinata” nel mio studio a Siena

La psicoterapia combinata condotta nel mio studio di Siena è una particolare forma di terapia nella quale vengono contemporaneamente praticate sedute individuali e di gruppo.

In questa forma di psicoterapia i pazienti vengono visti individualmente dal terapeuta, ma partecipano anche a sedute di gruppo.
Il terapeuta per il gruppo e per le sedute individuali è ovviamente la stessa persona. Le dimensioni del gruppo possono variare da 3 a 15 persone. I pazienti sono invitati a partecipare a tutte le sedute del gruppo. Anche la presenza alle sedute individuali è importante e il fatto di non presenziare alle riunioni o agli incontri individuali deve essere esaminato come parte del processo terapeutico.

La terapia combinata è una particolare modalità di trattamento: non è un sistema in cui una terapia individuale viene accidentalmente rinforzata da un’occasionale riunione di gruppo e nemmeno significa che un partecipante a una terapia di gruppo di tanto in tanto incontra individualmente il terapeuta. È piuttosto una strategia in divenire, nella quale l’esperienza di gruppo interagisce in modo significativo con le sedute individuali e in cui il feedback reciproco aiuta a costruire un’esperienza terapeutica integrata.
Sebbene il rapporto uno-a-uno tra medico e paziente renda possibile per alcuni individui un esame approfondito della reazione di transfert, tale approccio può non fornire ad altri le esperienze emozionali correttive necessarie per un cambiamento terapeutico. Il gruppo fornisce ai soggetti una varietà di persone con le quali avere reazioni transferenziali.
Nel microcosmo del gruppo i pazienti possono rivivere e risolvere importanti influenze familiari e di altro tipo.

Risultati

La maggior parte dei professionisti del campo ritiene che la terapia combinata abbia i vantaggi sia dell’ambientazione diadica sia di quella di gruppo senza sacrificare le qualità di alcuna. In generale, il tasso di abbandono nella terapia combinata è inferiore di quanto non sia nella sola terapia di gruppo.
In molti casi la terapia combinata sembra far affiorare i problemi e risolverli più rapidamente di quanto non sia possibile con ciascun metodo da solo.

Infine, una particolare forma di terapia è quella di coppia.

4. Terapia psicodinamica di coppia

Da alcuni anni mi occupo anche di terapia dinamica di coppia nel mio studio di Siena.

Sebbene oggi la terapia di coppia e della famiglia non sia orientata dinamicamente, questa forma di terapia ha avuto origine dal lavoro di alcuni dei primi clinici orientati psicoanaliticamente, tra i quali Lidz, Wynne, Ackerman ed altri. Il focus di questi primi terapeuti della famiglia sulla psicologia dell’individuo venne radicalmente successivamente modificato da un gruppo di ricercatori di Palo Alto, tra i quali Gregory Bateson: quella che oggi si definisce comunemente terapia familiare sistemica è nata dal lavoro di questo gruppo, che spostò l’accento dall’individuo al sistema familiare. La psicopatologia individuale e l’anamnesi personale divennero entrambe secondarie rispetto alla famiglia come unità, vista come un sistema con vita propria.

La terapia della famiglia basata invece sulla teoria delle relazioni oggettuali è oggi l’esempio più importante di terapia della famiglia di tipo dinamico.

Lavorando con coppie sposate alla Tavistock Clinic negli anni Cinquanta e Sessanta, Dicks (1963) iniziò a osservare che alcune coppie relativamente sane funzionavano nel loro matrimonio a un livello primitivo di relazioni oggettuali. Notò che in queste coppie si tendeva a vedere il coniuge come se fosse qualcun altro. Tipicamente, il marito percepiva la moglie come se fosse una rappresentazione oggettuale interna della sua psiche. In maniera analoga, la moglie si poneva in relazione con il marito come se questi fosse semplicemente una proiezione del suo mondo interno. Dicks giunse alla conclusione che una delle fonti principali di discordia tra i coniugi fosse il fallimento di ciascun partner nel confermare la vera natura o identità dell’altro. I partner tendevano invece a forzare l’altro a comportarsi in modi altamente stereotipati e limitanti. Le coppie tendevano quindi a deteriorarsi in unità polarizzate, come sadico-masochista, dominatore-sottomesso, sano-malato e indipendente-dipendente.

Proprio mentre Bion stava osservando come i gruppi esercitino una forza regressiva sugli individui, Dicks stava scoprendo un analogo effetto regressivo nelle relazioni di coppia. Quello che Dicks aveva identificato era, naturalmente, una forma di transfert. I coniugi rimettevano in atto nel presente una relazione del passato. Nel linguaggio della teoria delle relazioni oggettuali, i partner utilizzavano i meccanismi della scissione e dell’identificazione proiettiva per rendere esterno, o coniugale, un conflitto interno, nel quale una rappresentazione oggettuale, solitamente un genitore, veniva scissa e proiettata nel coniuge. Il partner che proiettava si comportava poi in maniera tale da costringere l’altro a comportarsi come l’oggetto interno proiettato. Per esempio, un uomo abituato a essere trattato dalla madre come un bambino può inconsciamente ricreare nel matrimonio la situazione vissuta con la madre, comportandosi in maniera infantile ed evocando una risposta materna da parte della moglie.

I conflitti di coppia possono essere visti come la ricreazione, attraverso l’identificazione proiettiva, di conflitti con uno dei genitori. La scelta di un compagno è ovviamente influenzata in grande misura da questo tipo di processo. Le coppie vengono pertanto formate sulla base di desideri conflittuali, da un lato, di elaborare le relazioni oggettuali non risolte e, dall’altro, semplicemente di ripeterle.

Diversi autori hanno esteso all’intera famiglia questa comprensione dei conflitti di coppia basata sulla teoria delle relazioni oggettuali (Scharff, Scharff, 1987; Shapiro et al., 1975; Slipp, 1984, 1988; Stewart et al., 1975; Zinner, Shapiro, 1972, 1974). La teoria delle relazioni oggettuali si presta bene alla terapia della famiglia in quanto i suoi costrutti (scissione e identificazione proiettiva) offrono un ponte di passaggio dall’intrapsichico all’interpersonale e dall’individuo alla famiglia.

Leggi anche, nel sito, la pagina sull’Approccio psicodinamico in diverse situazioni di patologia