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Disturbi d'ansia: generalità
Di tutti i disturbi mentali, i disturbi d'ansia sono probabilmente i più comuni, come pure quelli maggiormente interessati dai cambiamenti nei criteri diagnostici.
Nel corso degli ultimi 20 anni la crescente conoscenza dei fattori che condizionano l'ansia ha modificato la concettualizzazione di questi disturbi, spostando le basi diagnostiche dalla formulazione psicodinamica di quelle che in passato venivano genericamente definite 'nevrosi' a criteri psicodinamici validi, affidabili e riconoscibili.
Nell'ICD-1O (la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, proposta dall'OMS) i disturbi nevrotici (disturbi d'ansia) sono raggruppati con i disturbi correlati allo stress e con quelli somatoformi, a causa della loro "associazione storica con il concetto di nevrosi e dell'associazione di una parte sostanziale (sebbene non nota) di questi disturbi a un processo causale di natura psicologica".
Vi sono tre categorie dell'ICD-1O per i disturbi "nevrotici": disturbi d'ansia fobici (agorafobia, fobie sociali, fobie specifiche, altri disturbi d'ansia fobici e il disturbo d'ansia fobico, non altrimenti specificato); altri disturbi d'ansia (disturbo di panico, disturbo d'ansia generalizzato, disturbo misto ansioso-depressivo, altri disturbi d'ansia misti, altri disturbi d'ansia specificati e il disturbo d'ansia non altrimenti specificato) e il disturbo ossessivo-compulsivo (con predominanza di pensieri ossessivi, con predominanza di atti compulsivi o con pensieri e atti ossessivi misti); altri disturbi ossessivo-compulsivi e disturbo ossessivo-compulsivo non altrimenti specificato .
Nonostante questi cambiamenti, nella valutazione di pazienti affetti da ansia, i clinici devono ancora distinguere fra tipi normali e patologici di ansia. Dal punto di vista pratico, l'ansia patologica si differenzia da quella normale attraverso l'accertamento, da parte dei soggetti, delle loro famiglie, degli amici e del medico, della reale presenza di un'ansia patologica. Tali valutazioni si basano sulle condizioni interne riferite dai pazienti, sui loro comportamenti e sulle loro capacità di funzionare. Un individuo con ansia patologica richiede una valutazione neuropsichiatrica completa e un piano di trattamento specificatamente individualizzato.
Il medico deve essere consapevole del fatto che l'ansia può essere una componente di molte condizioni mediche e di altri disturbi mentali, soprattutto disturbi depressivi.
L'esperienza dell'ansia
L'esperienza dell'ansia ha due componenti:
1) la consapevolezza delle sensazioni fisiologiche (come palpitazioni e sudorazione) e
2) la consapevolezza di essere nervosi o spaventati.
L'ansia può essere accresciuta da un senso di vergogna - "Gli altri si accorgeranno che sono spaventato".
Molte persone sono stupefatte nello scoprire che gli altri non sono consapevoli della loro ansia o, se lo sono, non ne apprezzano l'intensità.
Oltre agli effetti motori e viscerali, l'ansia colpisce il pensiero, la percezione e l'apprendimento. Essa tende a produrre confusione e distorsione della percezione, non solo quella del tempo e dello spazio, ma anche delle persone e del significato degli eventi. Tali distorsioni possono interferire con l'apprendimento riducendo la concentrazione, la capacità di richiamo di nozioni apprese e limitando la capacità di correlare un oggetto con un altro, ossia di fare associazioni.
Un importante aspetto delle emozioni è rappresentato dai loro effetti sulla selettività dell'attenzione. Gli individui ansiosi tendono a selezionare certi aspetti del loro ambiente e a trascurarne altri, nello sforzo di provare che sono giustificati nel considerare la situazione temibile e nell'agire di conseguenza. Se giustificano falsamente la loro paura, la loro ansia viene aumentata dalla risposta selettiva, stabilendo un circolo vizioso di ansia, percezione distorta e ulteriore ansia. Al contrario, se falsamente rassicurano se stessi attraverso un pensiero selettivo, l'ansia appropriata può essere ridotta e possono non riuscire ad assumere le necessarie precauzioni.
Poiché evidentemente è a vantaggio di ciascuno rispondere con ansia in certe situazioni minacciose, si può parlare di ansia normale in contrasto con un'ansia anormale o patologica (vedi). Ad esempio, l'ansia è normale per il bambino che subisce la minaccia di una separazione dai genitori, per i bambini al loro primo giorno di scuola, per gli adolescenti al loro primo appuntamento, per gli adulti allorché contemplano la vecchiaia e la morte e per chiunque si trovi ad affrontare una malattia.
L'ansia si accompagna normalmente alla crescita, al cambiamento, all'esperienza di qualcosa di nuovo e di mai provato, alla ricerca della propria identità e scopo nella vita. Al contrario l'ansia patologica è una risposta inappropriata a un determinato stimolo in virtù o della sua intensità o della sua durata.
francesco giubbolini, medico psicoterapeuta
Ultima modifica: 14/01/2011