Psicoterapia dinamica

 

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Ansia generalizzata


La quarta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) definisce il disturbo d'ansia generalizzato come un'ansia o preoccupazione eccessiva riguardo numerosi eventi o attività per la maggior parte del tempo durante un periodo di almeno 6 mesi. La preoccupazione è difficile da controllare ed è associata a sintomi somatici quali tensione muscolare, irritabilità, difficoltà legate al sonno e irrequietezza. L'ansia non è provocata dall'uso di sostanze o da una condizione medica generale e non si manifesta solo durante un episodio di disturbo dell'umore o psichiatrico. L'ansia è difficile da controllare, è causa di disagio soggettivo e provoca limitazioni in aree importanti dell'esistenza della persona.


La causa del disturbo d'ansia generalizzato non è nota. Secondo la definizione corrente, il disturbo d'ansia generalizzato probabilmente colpisce un gruppo eterogeneo di pazienti. Forse perché un certo grado di ansia è normale ed adattativo, è difficile differenziare l'ansia normale dall'ansia patologica e i fattori causali biologici da quelli psicosociali. I fattori biologici e psicosociali probabilmente agiscono insieme.


I criteri diagnostici del DSM-IV comprendono criteri che aiutano i medici a differenziare tra disturbo d'ansia generalizzato, ansia normale e altri disturbi mentali. La distinzione tra disturbo d'ansia generalizzato e ansia normale è sottolineata dall'uso nei criteri delle espressioni "eccessiva" e "difficile da controllare" e dalla specificazione che i sintomi causano notevole compromissione e disagio.


Criteri diagnostici DSM-IV per il disturbo d'ansia generalizzato:


A. Ansia e preoccupazione eccessive (attesa apprensiva) che si manifestano per la maggior parte dei giorni, per almeno 6 mesi e riguardano numerosi eventi o attività (come prestazioni lavorative o scolastiche).


B. La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione.


C. L'ansia e la preoccupazione sono presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi sei mesi.


(1) irrequietezza, o sentirsi con i nervi a fiordi pelle, (2) facile affaticabìlità, (3) difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, (4) irritabilità, (5) tensione muscolare, (6) alterazioni del sonno


D. L'oggetto dell'ansia e della preoccupazione non è limitato a caratteristiche di un altro disturbo ad esempio, l'ansia o la preoccupazione non riguardano l'avere un attacco di panico (come nel disturbo dì panico), il rimanere imbarazzati in pubblico (come nella fobia sociale), l'essere contaminati (come nel disturbo ossessivo-conpulsivo),


CARATTERISTICHE CLINICHE
I sintomi primari del disturbo d'ansia generalizzato sono l'ansia, la tensione motoria, l'iperattività autonomica e la vigilanza cognitiva. L'ansia è eccessiva e interferisce con gli altri aspetti della vita del paziente. La tensione motoria si manifesta più comunemente come tremore, agitazione e cefalea. L'iperattività autonomica si manifesta tipicamente con tachipnea, eccessiva sudorazione, palpitazioni e vari sintomi gastrointestinali. La vigilanza cognitiva si evidenzia attraverso l'irritabilità del paziente e la facilità con cui questi si spaventa.
Quasi sempre i pazienti con disturbo d'ansia generalizzato cercano aiuto da un medico di famiglia o da un internista accusando sintomi somatici. Oppure si recano da uno specialista riferendo sintomi specifici per esempio, diarrea cronica. Raramente si trova una malattia non psichiatrica specifica e i pazienti manifestano comportamenti diversi nel rivolgersi ai medici. Alcuni accettano una diagnosi di disturbo d'ansia generalizzato e il trattamento appropriato; altri cercano ulteriori consulti medici per i loro problemi.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE
La diagnosi differenziale del disturbo d'ansia generalizza­to comprende tutte le condizioni mediche che possono causare ansia. Gli accertamenti medici devono comprendere esami ematochimici generali, un elettro­cardiogramma (ECG) e test di funzionalità tiroidea. Il medico deve escludere l'intossicazione da caffeina, l'abuso di stimolanti, l'astinenza dall'alcool o da sedativi, ipnotici ed ansiolitici. L'esame delle condizioni mentali e l'anamnesi dovrebbero essere rivolti a esplorare le possibilità diagnostiche del disturbo di panico, delle fobie e del disturbo ossessivo-compulsivo. In genere i pazienti con disturbo di panico si rivolgono prima a un medico, sono più incapacitati dal loro disturbo, hanno presentato un esordio improvviso dei sintomi e sono meno preoccupati dai loro sintomi somatici rispetto a quelli con disturbo d'ansia generalizzato. Distinguere il disturbo d'ansia generalizzato dal disturbo depressivo maggiore e dal disturbo distimico può essere difficile. In effetti i disturbi spesso coesistono.


DECORSO E PROGNOSI
A causa dell'elevata incidenza di disturbi mentali coesistenti nei pazienti con disturbo d'ansia generalizzato, il decorso clinico e la prognosi sono difficili da predire. Tuttavia alcuni dati indicano che taluni eventi della vita sono associati con l'esordio del disturbo d'ansia generalizzato; la presenza di vari eventi vitali negativi aumenta notevolmente la possibilità di sviluppo del disturbo. Per definizione, il disturbo d'ansia generalizzato è una condizione cronica che può durare tutta la vita. Fino al 25% dei pazienti finisce per avere anche un disturbo di panico. Un'ulteriore alta percentuale di pazienti avrà un disturbo depressivo maggiore.

TRATTAMENTO
Il trattamento più efficace dei pazienti con disturbo d'ansia generalizzato è probabilmente quello che associa gli approcci psicoterapeutico, farmacologico e di sostegno. Il trattamento può richiedere molto tempo al medico coinvolto, indipendentemente dal fatto che sia uno psichiatra, un medico generico o un altro specialista.


Psicoterapia
I principali approcci psicoterapeutici al disturbo d'ansia generalizzato sono quelli cognitivo-comportamentale, di sostegno e psicoanalitico. I dati sui vantaggi relativi di questi approcci sono ancora limitati, anche se gli studi più sofisticati sono stati condotti con tecniche cognitivo-comportamentali, che sembrano essere efficaci sia a breve sia a lungo termine. Gli approcci cognitivi sono direttamente volti a trattare le ipotetiche distorsioni cognitive del paziente, mentre le terapie comportamentali sono indirizzate direttamente ai sintomi somatici. Dati preliminari indicano che l'associazione di approcci cognitivi e comportamentali è più efficace di ciascuna delle due terapie da sola. La terapia di sostegno offre ai pazienti rassicurazione e conforto, benché la sua efficacia a lungo termine sia dubbia. La psicoterapia a orientamento introspettivo è volta a svelare conflitti inconsci e identificare le forze dell'ego. L'efficacia della psicoterapia a orientamento introspettivo per il disturbo d'ansia generalizzato viene riportata in molti casi a livello aneddotico, ma mancano ampi studi controllati.
La maggior parte dei pazienti presenta una netta riduzione dell'ansia quando ha l'opportunità di discutere le proprie difficoltà con un medico attento ed empatico. Se il medico identifica situazioni esterne che provocano ansia, può essere in grado - da solo o con l'aiuto dei pazienti o delle loro famiglie - di modificare l'ambiente e pertanto ridurre le pressioni stressanti. Una riduzione nei sintomi spesso consente ai pazienti di funzionare efficacemente nel loro lavoro quotidiano e nelle relazioni, cosa che fornisce nuove soddisfazioni e gratificazioni che sono esse stesse terapeutiche.
La prospettiva psicoanalitica è legata al fatto che in certi casi l'ansia è un segnale di turbolenza inconscia che merita di essere studiata. L'ansia può essere normale, adattativa, maladattativa, troppo intensa o troppo blanda a seconda delle circostanze. L'ansia appare in numerose situazioni nel corso della vita; in molti casi, la riduzione dei sintomi non è la modalità d'azione più appropriata.
Per i pazienti psicologicamente attenti e motivati a capire le fonti della loro ansia, la psicoterapia può essere il trattamento di scelta. La terapia psicodinamica parte dall'assunto che l'ansia può aumentare se il trattamento è efficace. Lo scopo dell'approccio dinamico può essere aumentare la tolleranza all'ansia del paziente (definita come capacità di avvertire ansia senza doverla scaricare), piuttosto che eliminare l'ansia. Ricerche empiriche indicano che molti pazienti che sono stati efficacemente trattati con psicoterapia possono continuare ad avvertire ansia dopo aver terminato la psicoterapia. Tuttavia l'aumentata padronanza dell'ego consente loro di usare il sintomo ansia come segnale per riflettere sulle lotte interne e accrescere l'introspezione e la comprensione. Un approccio psicodinamico al paziente con disturbo d'ansia generalizzato presuppone una ricerca delle paure sottostanti del paziente.


francesco giubbolini, medico psicoterapeuta siena firenze

 

Ultima modifica: 14/11/2013