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Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)
Un attacco di panico viene definito come "un periodo distinto di intensa paura o disagio", accompagnato da almeno quattro sintomi somatici o cognitivi quali, tra gli altri, palpitazioni, tremore, tachipnea, sudorazione e senso di soffocamento.
Il disturbo di panico è caratterizzato dalla comparsa spontanea e inattesa di attacchi di panico, la cui frequenza può variare da molteplici attacchi nell'arco della giornata a pochi attacchi nel corso di un anno.
Il disturbo di panico è spesso accompagnato da agorafobia, cioè paura di essere da solo in un luogo pubblico (p.es., un supermercato) soprattutto in posti dai quali sarebbe impossibile una fuga rapida se il soggetto presentasse un attacco di panico.
Gli attacchi di panico possono verificarsi nell'ambito di diversi disturbi mentali (p.es., nel disturbo depressivo) e di condizioni mediche (p.es., l'astinenza o l'intossicazione da sostanze); la comparsa di un attacco di panico di per sé non giustifica la diagnosi di disturbo di panico.
Poiché i soggetti con disturbo di panico spesso si recano al Pronto Soccorso, i sintomi possono essere erroneamente diagnosticati come una grave condizione medica (p.es., un infarto miocardico) o come un cosiddetto sintomo isterico.
Il primo attacco di panico è spesso del tutto spontaneo, anche se occasionalmente può far seguito a eccitazione, esercizio fisico, attività sessuale o a un trauma emotivo modesto; per soddisfare i criteri diagnostici per disturbo di panico, almeno i primi attacchi devono essere inaspettati (senza causa scatenante). Il medico dovrebbe cercare di accertare qualsiasi abitudine o situazione che tipicamente precede l'attacco di panico di un dato paziente. Queste attività possono comprendere l'uso di caffeina, alcool, nicotina o altre sostanze, schemi atipici di sonno o alimentari e situazioni ambientali specifiche.
Gli attacchi di panico spesso iniziano con un periodo di 10 minuti di rapido aumento della gravità dei sintomi.
I principali sintomi mentali sono paura estrema e senso di morte imminente o destino segnato. I pazienti di solito non sono in grado di riferire la fonte della loro paura, si sentono confusi e hanno difficoltà di concentrazione.
I segni fisici spesso comprendono tachicardia, palpitazioni, dispnea e sudorazione. I pazienti spesso cercano di abbandonare qualunque situazione nella quale si trovano per cercare aiuto.
L'attacco di solito dura da 20 a 30 minuti e raramente più di un'ora.
Un esame formale delle condizioni mentali durante un attacco di panico può rivelare ruminazione, difficoltà a parlare, ad esempio balbettio, e un'alterazione della memoria. I soggetti colpiti possono provare depressione o depersonalizzazione durante un attacco. I sintomi possono recedere rapidamente o gradualmente. Fra un attacco e un altro i pazienti possono presentare ansia anticipatoria relativa alla possibilità di avere un altro attacco.
I timori fisici di morte a causa di un problema cardiaco o respiratorio possono rappresentare il principale oggetto dell'attenzione del paziente durante gli attacchi di panico. I soggetti possono ritenere che palpitazioni e dolore toracico indichino l'imminenza della morte. Fino al 20% di costoro ha in effetti episodi sincopali durante un attacco di panico. Tipicamente i pazienti che si presentano al Pronto Soccorso sono giovani (ventenni), in ottima salute fisica e nonostante ciò affermano con insistenza di essere sul punto di morire per un attacco cardiaco.
Per una descrizione dettagliata della crisi di panico vedi la relativa pagina.
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Ultima modifica: 07/03/2008