la personalità 'evitante'

Psicoterapia dinamica

 

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Disturbo Evitante di Personalità


I soggetti con disturbo evitante di personalità mostrano un'estrema sensibilità al rifiuto, che può indurli a una vita socialmente ritirata. Sebbene schivi, non sono asociali e mostrano un grande desiderio di compagnia; hanno bisogno di non comuni garanzie di accettazione acritica. L'ipersensibilità al rifiuto da parte degli altri è la caratteristiche clinica centrale del disturbo evitante di personalità. I soggetti affetti desiderano il calore e la sicurezza della compagnia umana, ma giustificano la reticenza a formare relazioni con il timore del rifiuto.

[Vedi anche la pagina del blog che descrive in dettaglio le caratteristiche clinche e di cura del disturbo evitante di personalità].

 

La controversa categoria del disturbo evitante di personalità è stata íntrodotta per caratterizzare un gruppo di individui con ritiro sociale distinti dai pazienti schizoidi. A differenza del paziente schizoide, il paziente evitante desidera delle strette relazioni interpersonali ma ne è anche spaventato. Questi individui evitano i rapporti e le situazioni sociali perché temono l'umiliazione associata al fallimento e il dolore provocato dal rifiuto, e il loro desiderio di relazioni può non essere immediatamente evidente a causa del loro modo di presentarsi timido e schivo.


Notevoli controversie esistono anche sulla distinzione tra disturbo evitante di personalità e fobia sociale generalizzata. Mentre sulla fobia sociale sono state condotte numerose ricerche, sono relativamente pochi gli studi che hanno messo a fuoco il disturbo evitante di personalità, in particolare rispetto agli interventi terapeutici.

Autori che hanno analizzato la letteratura sul confronto tra fobía sociale generalizzata e disturbo evitante di personalità sono giunti alla conclusione che in termini di fenomenología, demografia, eziologia, decorso e trattamento ci sono poche prove della presenza di differenze qualitative sostanziali tra i due disturbi; le differenze identificabili sembrano essere legate più alla gravità dei sintomi che a una loro effettiva diversità.

Questa similarità tra disturbo evitante di personalità e fobía sociale generalizzata ha indotto molti a mettere in discussione la validità della distinzione clinica.


I criteri per il disturbo evitante di personalità sono comunque di frequente riscontro nelle popolazioni cliniche.

 

Criteri diagnostíci per il disturbo evitante di personalità


Un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo che compare entro la prima età adulta, ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:


1) evita attività lavorative che implicano un significativo contatto ínterpersonale, poiché teme di essere criticato, disapprovato o rifiutato;


2) è riluttante nell'entrare in relazione con persone, a meno che non sia certo di piacere:

3) è inibito nelle relazioni intime per il timore di essere umiliato o ridicolizzato;


4) si preoccupa di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali;


5) è inibito in situazioni interpersonali nuove per sentimenti di inadeguatezza;


6) si vede come socialmente inetto, personalmente non attraente o inferiore agli altri:


7) è insolitamente riluttante ad assumere rischi personali o a ingaggiarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo può rivelarsi imbarazzante.

 


Nota: Le informazioni riportate in questo sito e le note cliniche riferite non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza l'esplicito parere del proprio medico di fiducia. Il presente sito non svolge infatti funzioni che possano essere considerate come sostitutive di qualsivoglia attività diagnostica nè terapeutica.

francesco giubbolini, specialista in psichiatria e psicoterapeuta a firenze e siena

 

 

Ultima modifica: 5/11/2008