Il ‘setting’ in psicoterapia: cosa significa il termine ‘setting’

‘Setting’ è termine inglese impiegato per indicare un contesto di ricerca che sia delimitato nel modo più rigoroso possibile, affinché quanto si osserva, si descrive, si comprende, si spiega, possa avere un’attendibilità scientifica.

Il concetto di setting quale contenitore di ricerca è impiegato fondamentalmente in ambito psicodinamico.

In psichiatria e psicoterapia dinamica il setting delimita un’area spazio-temporale vincolata da regole che determinano ruoli e funzioni in modo da poter analizzare il significato affettivo dei vissuti del paziente; ciò deve avvenire in una situazione specificatamente costruita per questa rilevazione, e tale da evitare la messa in atto – nell’amibto della reciproca relazione – di stili relazionali tipici della vita quotidiana che potrebbero con facilità alterare il regime del transfert.

Il setting psicoanalitico classico, dove si determinavano il ritmo delle sedute, la loro durata, le modalità dell’incontro, il divieto di incontrarsi altrove e molto altro, ha subito negli anni numerose e significative modificazioni per adattarsi non solo e non tanto alle esigenze particolari di specifici contesti di terapia, quanto piuttosto alle progressive e profonde trasformazioni avvenute in ambito teorico.

SETTING di GRUPPO ” Se in un primo momento la psicoterapia di gruppo è nata con l’intento di andare incontro alle esigenze economiche dei pazienti, in un tempo successivo si è osservato come il gruppo presenti delle peculiari caratteristiche che favoriscono lo sviluppo di relazioni, la nascita di legami identificativi, la creazione di una cultura comune e potenti meccanismi trasformativi…… il gruppo è, infatti, contemporaneamente e paradossalmente, sia un intero o un contenitore, sia un fatto o un’esperienza.

Ne consegue che i gruppi possiedono capacità curative che vanno ben oltre il superamento del senso di alienazione, dell’isolamento sociale e della possibilità di condividere il proprio disagio con altre persone.

… la regola aurea di ogni gruppo di sviluppo, come nella vita, è che “ Ciascuno riceve nella misura in cui dà ”.

Le assenze dal gruppo sono quindi sempre una rinuncia ad un’opportunità di lavoro per sé, ma anche un’irresponsabile sottrazione di energie e di confronti emotivi per gli altri partecipanti.”

 

Bibliografia essenziale Yalom, Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo, Boringhieri, 1997 Anzieu, Il gruppo e l’inconscio, Borla, 1986 Bion, Experiences in Groups, Basics Books, 1961 Carli, Paniccia e Lancia, Il gruppo in psicologia clinica, La Nuova Italia Scientifica, 1988 Correale, Neri, Contorni, Fattori terapeutici nei gruppi e nelle istituzioni, Borla, 1995 Neri, Esperienza di sé nel gruppo, Borla, 2000 Giusti, Cardini, Gruppi pluralistici, Sovera 1994

Le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono mai un parere, una diagnosi o una visita medica. 

Responsabile del sito il dr.  Francesco Giubbolini, medico psichiatra e psicoterapeuta, studio di psicoterapia a Siena

Articoli simili