La terapia con sali di litio (carbolitio) Indicazioni terapeutiche, posologia e modalità di somministrazione dei sali di litio (carbolitio, carbolithium).
Il litio (Carbolithium) è il farmaco più comunemente usato per il trattamento a breve termine e la profilassi della depressione bipolare e del disturbo bipolare tipo I.
Il litio può essere molto efficace nell’uso a lungo termine e la sua farmacocinetica prevedibile permette di mantenerne facilmente i livelli sierici in un finestra terapeutica relativamente stretta.
Il meccanismo dell’azione terapeutica del litio è tuttora incerto. Le analogie fra lo ione litio e gli ioni sodio, potassio, calcio e magnesio potrebbero essere correlate ai suoi effetti terapeutici. È probabile che il suo meccanismo d’azione coinvolga molti sistemi neurotrasmettitoriali e strutture di membrana. Il litio è uno ione monovalente ed in Italia è in commercio solo il carbonato di litio, in compresse da 150 e 300 mg. Il dosaggio delle concentrazioni sieriche e plasmatiche del litio serve come base per regolarne la posologia. Il paziente deve essere in steady state (che di solito viene raggiunto dopo 5 giorni di posologia costante) e il sangue deve essere raccolto 12 ore (±30 minuti) dopo l’assunzione dell’ultima dose in caso di regime con 2-3 somministrazioni giornaliere. Poiché i dati disponibili sono basati su questi standard, si dovrebbe iniziare il trattamento con litio utilizzando almeno due somministrazioni giornaliere. I valori più comunemente consigliati sono pari a 1,0-1,5 mEq/l per il trattamento della mania acuta e a 0,6-1,2 mEq/l per la terapia di mantenimento. Non è quasi mai necessario superare i 1,5 mEq/l, poiché gli individui con livelli di litio più elevati hanno un rischio nettamente maggiore di intossicazione. In un recente studio è stato osservato che nei pazienti con concentrazioni di litio comprese fra 0,8 e 1,0 mEq/1 è 2,6 volte meno probabile che insorga una recidiva rispetto a quelli con concentrazioni comprese fra 0,4 e 0,6 mEq/l.
Questo studio ha indotto alcuni ricercatori a considerare il valore di 0,8-1,0 mEq/1 come il livello più efficace per le concentrazioni di litio nella terapia di mantenimento.
Il litio si è dimostrato efficace sia nel trattamento a breve termine sia nella profilassi del disturbo bipolare I nel 70 80% circa dei pazienti. Sia gli episodi maniacali sia quelli depressivi rispondono al trattamento con il solo litio.
Inoltre, questo farmaco dovrebbe essere considerato nel trattamento dei soggetti con disturbo ciclotimico grave.
Episodi maniacali L’80% circa dei pazienti maniacali risponde al trattamento con litio, benché la risposta alla monoterapia con litio si manifesti 1-3 settimane dopo il raggiungimento delle concentrazioni terapeutiche. I fattori predittivi di una scarsa risposta al litio nel trattamento degli episodi maniacali sono gli episodi misti e disforici (che si possono manifestare quasi nel 40% dei casi), la presenza di cicli rapidi e la coesistenza di disturbi da uso di sostanze Episodi depressivi Il litio è efficace nel trattamento nella depressione che insorge nel corso del disturbo bipolare I. L’80% circa dei pazienti depressi con disturbo bipolare I risponde al solo trattamento con litio, pertanto eliminando il rischio di un episodio maniacale indotto da antidepressivi.
Mantenimento Il trattamento di mantenimento con litio riduce nettamente la frequenza, la gravità e la durata degli episodi maniacali e depressivi del disturbo bipolare I. Rispetto al trattamento con placebo, durante il quale l’80% circa dei pazienti con disturbo bipolare I presenta una recidiva, solo il 35% dei soggetti in trattamento con litio ha una ricaduta.
Il mantenimento con litio è quasi sempre indicato dopo il secondo episodio di depressione o mania nell’ambito del disturbo bipolare I. Tale mantenimento dovrebbe essere seriamente considerato dopo il primo episodio di questo tipo nei pazienti con storia familiare di disturbo bipolare I, in quelli che non dispongono di adeguati supporti, in quelli in cui il primo episodio non aveva chiari fattori precipitanti, in cui il primo episodio è stato grave, che sono a rischio di suicidio.
Disturbo depressivo maggiore La principale indicazione del litio nel disturbo depressivo maggiore è il trattamento adiuvante nei pazienti che non hanno risposto agli antidepressivi da soli. Molti studi hanno dimostrato che il 50% circa dei soggetti che non rispondono agli antidepressivi risponde quando viene aggiunto litio alla dose usuale di 300 mg tre volte al giorno. In alcuni casi la risposta è straordinariamente rapida e si manifesta nell’arco di pochi giorni; nella maggior parte dei pazienti sono necessarie diverse settimane per valutare l’efficacia del trattamento.
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Effetti collaterali e precauzioni d’uso del Litio
Francesco Giubbolini, psichiatra e psicoterapeuta a Siena
Domande frequenti
Che cos’è la litiemia e perché va controllata?
La litiemia è la concentrazione di litio nel sangue. Poiché il litio agisce in una finestra terapeutica ristretta — efficace entro certi valori, rischioso oltre — il suo dosaggio va controllato periodicamente con un semplice prelievo. È un monitoraggio di routine ma indispensabile, che permette al medico di mantenere la terapia sicura ed efficace.
Oltre alla litiemia, quali controlli richiede la terapia?
Il litio può influenzare la funzione della tiroide e dei reni, per cui la cura prevede anche controlli periodici di questi parametri. È proprio grazie a questo monitoraggio strutturato, seguito da uno specialista, che il litio resta uno degli stabilizzatori più validi nel lungo periodo.
Si possono modificare dose o assunzione da soli?
No. Con il litio, variazioni di dose o l’interruzione non vanno mai decise autonomamente: possono alterare i livelli nel sangue ed esporre a ricadute o rischi. Ogni cambiamento va sempre concordato con il medico che segue la terapia.
Il farmaco basta, o serve anche un percorso di psicoterapia?
Farmaco e psicoterapia non sono in competizione: lo stabilizzatore contiene gli sbalzi dell’umore, mentre un percorso di psicoterapia aiuta a riconoscere i segnali delle fasi, a convivere con il disturbo e a migliorare la qualità della vita. L’approccio combinato favorisce l’aderenza alla cura e riduce le ricadute. Il Dr. Francesco Giubbolini, medico psichiatra e psicoterapeuta, riceve nel suo studio a Siena.
Il disturbo bipolare si può gestire e comprendere
La terapia con litio contiene gli sbalzi dell’umore, ma imparare a riconoscere e affrontare le fasi è parte essenziale del percorso. La psicoterapia, insieme alla cura, aiuta a ritrovare equilibrio. Il Dr. Francesco Giubbolini, psichiatra e psicoterapeuta, riceve a Siena.
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