
Il termine "ansia" deriva da angere: "stringere", ed è un affetto, per quanto sgradevole, di comune riscontro in vari momenti e situazioni della vita umana.
Può costituire una normale risposta fisiologica, sia comportamentale che psicologica, di fronte a condizioni obiettivamente difficili o inusuali e consente l'attivazione di iniziative e comportamenti finalizzati all'adattamento.
L'ansia viene considerata
patologica
quando disturba, in misura più o meno notevole, il funzionamento psichico globale, determinando una limitazione della capacità di adattamento dell'individuo.
L'ansia patologica spesso è dotata di una propria
"autonomia"
, manifestandosi senza alcuna correlazione con apparenti cause esterne scatenanti, ha una intensità tale da provocare un grado di sofferenza non sopportabile e una durata che può determinare comportamenti di difesa che limitano l'esistenza (ad esempio di evitamento di situazioni vissute come potenzialmente pericolose o di controllo attraverso lù strutturarsi di rituali).
L'ansia è spesso accompagnata da
sintomi somatici
, per il coinvolgimento del SN autonomo, come iperventilazione, tachicardia, cefalea, poliuria, innalzamento della pressione arteriosa, iperfunzione gastro-enterica, e del SN di relazione (tensione muscolare, irrequietezza, tremori).
Secondo le
recenti classificazioni del DSM
vengono distinte le
seguenti categorie di disturbi d'ansia
:
il disturbo di panico
(con o senza agorafobia),
l'agorafobia
senza anamnesi di disturbo di panico,
la fobia specifica e la fobia sociale
,
il disturbo ossessivo-compulsivo
,
il disturbo d'ansia generalizzato
,
il disturbo acuto da stress e il disturbo post-traumatico da stress
,
il disturbo d'ansia dovuto a condizioni mediche generali,
il disturbo d'ansia indotto da sostanze,
il disturbo d'ansia non altrimenti specificato.
